Quando un film diventa teatro interiore

Riflessioni dopo una lezione di formazione con il dott Francesco Poalo Scarito

Ieri, durante il modulo sul cervello sociale ed il trauma relazionale, è successa una cosa che mi ha lasciato dentro molte conferme.


Chi ha scelto di esporsi non è partito da un episodio realmente vissuto. Ha raccontato una scena immaginaria, quasi fosse un film.


Eppure, proprio dentro quella finzione scenica, nella marcatura quasi teatrale dei personaggi, c’era una verità emotiva sorprendente.
È stato uno dei lavori più intensi che abbia vissuto in aula.
Sono grato a chi ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, perché ha reso possibile trasformare la clinica in un’esperienza viva e non soltanto in una teoria spiegata.


Da questa esperienza porto a casa alcune conferme che sento possano essere anche un piccolo insegnamento per chi si prepara a diventare terapeuta.


🔹 Le persone cambiano più facilmente attraverso un’esperienza che attraverso una spiegazione. La teoria è indispensabile, ma prende davvero significato quando viene vissuta nel campo relazionale.
🔹 Una delle domande più importanti che un terapeuta possa imparare a porsi è: Quale previsione sta organizzando questo modo di stare nel mondo? Spesso non è il ricordo in sé a mantenere la sofferenza, ma ciò che quel ricordo porta la persona ad aspettarsi ancora oggi.
🔹 La psicoterapia non cambia il passato e nemmeno le persone che ne hanno fatto parte. Può però cambiare la posizione da cui quel passato viene guardato. E, da quella nuova posizione, possono nascere libertà e possibilità che prima sembravano impensabili.
🔹 Il cambiamento non coincide con l’intensità dell’emozione, ma con la possibilità di fare una scelta nuova. Quando cambia la previsione, cambia anche il modo di abitare il presente.

Un grazie sincero a tutto il gruppo. Nonostante il caldo, la stanchezza e la voglia di ferie, avete portato presenza, curiosità e disponibilità a mettervi in gioco.

Sono convinto che la formazione di un terapeuta passi anche da momenti come questi:

quando una scena immaginaria diventa sorprendentemente vera e ci ricorda che, prima ancora delle tecniche, è l’esperienza condivisa a rendere possibile il cambiamento.