Autore: Fabrizia Sala
Ci presentiamo a voi non certo con la presunzione di conoscere la verità sul tipo di relazione che vivete con i vostri figli. Siamo consapevoli infatti che tale relazione, per quanto possa essere svelata attraverso la paziente lettura dei sentimenti e dei comportamenti da parte di noi psicologi e psicoterapeuti, resti misteriosa e imprevedibile, se non altro perché tale legame, nella scala evolutiva dell‘uomo, ha viaggiato per milioni di anni. Infatti, Siamo di fronte a una sintesi laboriosissima d’una sfera biologica, fisica, psichica, economica e sociale che riguarda l’intero sistema familiare. Occuparci dei nostri figli, educarli al rispetto delle regole e dei valori umani costituisce, infatti, la garanzia per la trasmissione della specie in armonia con il cosmo e le sue leggi universali. Da parte nostra, desideriamo offrirvi soltanto un piccolo aiuto a partire da una riflessione condivisa.
Essere genitori per vocazione
La vocazione, si sa, è un richiamo irresistibile, un bisogno a cui rispondiamo spontaneamente quando ne siamo attraversati. La storia è ricca di esempi, di scelte vocative: saggi, scienziati, eroi, santi, mistici. Ciascuno è impegnato in un progetto che porta in sé due aspetti della vocazione:
- uno di carattere ideale, che consiste nel riconoscimento del valore fondamentale della vita dell’uomo, da qualunque ispirazione, laica o religiosa esso provenga;
- l’altro di carattere prevalentemente psicologico, ossia il desiderio di essere punto di riferimento per gli altri e, in particolare, per chi riteniamo abbia bisogno del nostro aiuto.
Un medico, nel proprio studio, asseconda il proprio desiderio personale, ma anche e soprattutto ha fiducia che il proprio sforzo resti finalizzato al benessere della collettività.
Essere genitori comporta lo stesso attraversamento? Possiamo, a ragione, dire che si diventa genitori per vocazione? Direi proprio di no. Per necessità biologica? Nemmeno. Ci sono bambine che fin da piccole mostrano un desiderio di maternità, altre lo temono o lo rimuovono assecondando desideri ritenuti più emergenti, quali lo studio, la professione, la carriera, l’autonomia economica. Vediamo uomini capaci di genitorialità responsabile, altri intimoriti dalla relazione con il proprio figlio. Mamme e papà orientati nello stesso progetto di vita, altri disorientati, fragili o, al contrario, irrigiditi nelle decisioni che hanno operato per i loro figli, convinti di essere nel giusto. La genitorialità risente, come ciascuna componente nella vita dell’uomo e quindi della sua evoluzione storica. Come posso dire oggi di essere un buon genitore? Quali strumenti ho per la mia verifica? A quali parametri devo riferirmi per valutare il grado di benessere psicofisico di mio figlio? È sufficiente che mangi, che studi, che pratichi sport, che abbia una sua comitiva, che coltivi interessi comuni a molti dei suoi coetanei? Mi basta sapere che frequenta la scuola con successo? Mi rassicura tutto questo? Mi rassicura che accetta il modello educativo proposto dalla famiglia? Mi fa stare tranquillo l’idea che sia un bravo o una brava ragazza?
Quale ideale di figlio ho nella mia testa? E quale figlio reale mi sta di fronte? Quale mio desiderio trasferisco su di lui?
Un genitore per vocazione è un genitore che consapevolmente decide di essere genitore sfidando le leggi del mercato, della biologia, sfidando tutte le difficoltà che intervengono nel suo progetto di vita riposto nel figlio, nucleo centrale della società in divenire. Un genitore per vocazione è un genitore che non ama soltanto il figlio in sé, ma ama il proprio stesso essere genitore, la propria responsabilità, ama la propria passione. Si fa portavoce di una difesa della propria genitorialità. Si confronta, si apre al sociale, si informa e si forma al ruolo che lo attende.
Ciò che vi chiediamo è di tenere sempre vivi alcuni dubbi nella vostra mente, di non spegnere la luce che rischiara la relazione con i vostri figli, luce che rigenera e offre nuove modalità di comunicazione interpersonale e sociale.
Noi ci siamo. Basta consultarci.