Oggi incontro.. Marilù Fusco

Autore: Roberta Stanzione

 Ciao mi chiamo Roberta e sono un’allieva iscritta al secondo anno della SiPGI. “Oggi incontro.. ” è il nome della mia raccolta per la sezione “Storie SiPGI” che nasce dal mio desiderio di incontrare umanamente i docenti, i didatti e i tutor e di conoscere i retroscena della scelta di formarsi in Psicoterapia Gestaltica Integrata. Spero che condividerete con me la curiosità di incontrare le varie parti che compongono oggi la mia scuola di formazione, la SiPGI.

Oggi incontro .. Maria Luigia Fusco, PhD, è Psicologa dello sviluppo e Psicoterapeuta della Gestalt Integrata, è socia fondatrice dell’ISM Clinica STP con dirette mansioni di Direzione, Gestione e Programmazione delle attività – sia cliniche che di formazione e di ricerca -destinate all’infanzia e dell’adolescenza. Responsabile dell’ambulatorio di psicologia clinica dello sviluppo e psicoterapia infantile, è trainer clinico, supervisore e docente della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Gestaltica Integrata. Coordina e dirige programmi di salute mentale centrati sulla scuola e percorsi di formazione, autorizzati MIUR , destinati alla formazione di insegnanti di ogni ordine e grado. Coordina l’equipe ed il Gruppo Aziendale ISM Clinica Stp per l’identificazione, la diagnosi e la certificazione – valida a fini scolastici – delle principali difficoltà di apprendimento.

Gestalt?
Credo, insieme a Ginger, che “Gestalt” sia una parola che in qualche modo spinge ad essere curiosi. Il suo significato non è facilmente derivabile e, qualora la parola sia affiancata al concetto di terapia, devi per forza di cose informarti, cercare e ricercare di che tipo di terapia si tratti. Credo,pertanto, il mio movimento verso la Gestalt affondi la sua radice nel fascino che, su di me, hanno sempre esercitato le parole misteriose, i termini che ti costringono a creare un campo di significato nuovo al fine di comprenderle. Posso dire che,ancora oggi, non mi stanco di comprendere ed esplorare la vastità che la teoria  e la terapia della Gestalt apre a quanti,come me, si occupano di sviluppo umano. E posso soprattutto ringraziare la Gestalt per avermi attrezzata , tanti anni or sono, con una visione dello sviluppo umano che il tempo  ha dimostrato essere, parafrasando Nihl Born, “tanto folle da rivelarsi vera”. Il che non guasta quando ,oltre che con una tendenza ad innamorarsi delle parole e delle dimensioni complesse, si è nati con un irriducibile – oserei dire genetico e generazionale – spirito eretico. O quando si è ancora ad oggi costretti, quali terapeuti infantili, a nutrire l’aspirazione ad andare , in psicoterapia come altrove, ben oltre i dogmi e i modelli evolutivi dominanti. Si tratta di un felice incontro,pertanto. Tra una visione ed una mentalità di lavoro – quella della Gestalt – e un modo di essere nel mondo – il mio – che dubito avrei mai potuto realizzare, sperimentare ed esprimere, così come sento mi è stato possibile, all’ interno di orientamenti terapeutici tradizionali e che , a molti di noi , continuano ad apparire modelli evolutivi “senza mente, senza corpo, senza anima e senza bellezza”. Quindi, decisamente non adatti a me che , oggi come ieri, sogno una psicoterapia che integri e annoveri mente, anima, corpo e bellezza tra le sue fila e, di conseguenza, nella vita  dei più giovani e delle generazioni che verranno.

SiPGI?
La mia esperienza in Sipgi è – da almeno venti anni – un work in progress ed un percorso ancora, a tutt’oggi, aperto. Uno di quei percorsi che, seppure talvolta lo dici o lo pensi, non arriva mai al punto – almeno, per me, non ancora – del non volerne piü sapere. Non è stato e non è un cammino facile. Nè privo di black out. Mi piace immaginarlo come una di quelle meravigliose  strade di costiera, dove tenere la strada è impegnativo e dove sei costretto a mantenere disciplina di guida, attenzione consapevole, responsabilità costante. Tuttavia, vuoi mettere il paesaggio? O quel sentimento immenso di vitalità che questo tipo di percorso ti regala? Credo, con Stern, che il sentimento della vitalitá sia un bene prezioso. Soprattuto quello che nasce dall’incontro che ti forma e trasforma mentre tu stessa cerchi di informare, trasformare ed aiutare ad evolvere i sogni umani e professionali di  chi affronta il tuo medesimo viaggio. Ad esempio, gli allievi o i giovani colleghi. Cui, quali compagni di strada, devo molto. Nuovi stimoli, nuovi aggeggi, molto entusiasmo e tanta, tanta, creatività. Insieme a loro, sento che posso invecchiare contenta. Non è poco. Almeno, non qui, non ora e non per me.

Grazie Marilù..

Se ti è piaciuta questa storia non perderti il prossimo incontro. 

A presto!