La Psicoterapia della Gestalt Integrata con l'Età Evolutiva
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LA PSICOTERAPIA DELLA GESTALT INTEGRATA CON LETÀ EVOLUTIVA

Il modello formativo della Scuola riserva particolare attenzione all'integrazione della psicologia clinica dello sviluppo nel bagaglio professionale di base dello psicoterapeuta ad orientamento gestaltico integrato. A tale scopo, il percorso formativo prevede uno specifico percorso quadriennale a carattere teorico - esperienziale, con possibilità di tutoraggio clinico e tirocinio professionale specialistico. Ciò è finalizzato ad acquisire i fondamenti teorici e metodologico dell'approccio gestaltico allo sviluppo, nonché ad analizzare le sue fertili intersezioni con i nuovi paradigmi evolutivi e scientifici emergenti. Verranno, inoltre esplorate, nel corso del quadriennio, le specificità dell'approccio gestaltico alla psicoterapia del bambino e dell'adolescente, con particolare riferimento alle metodologie ed ai modelli di lavoro più idonei a sostenere, in forme e modi efficaci, la peculiarità del lavoro psicoterapeutico in favore sia dei bambini che degli adolescenti. Centrale sarà l’attenzione, tipica dell’approccio, riservata al lavoro preventivo e terapeutico che lo Psicoterapeuta ad Orientamento Gestaltico Integrato svolge rispetto ed all'interno dei principali contesti (famiglia, scuola, gruppo dei pari, associazionismo giovanile, comunità di accoglienza ecc.) che circondano e li riguardano bambini ed adolescenti. Vengono, infine, illustrati gli sfondi normativi in cui gli interventi in favore della Persona minorenne si inseriscono egli aspetti etici/deontologici che caratterizzano ed animano, nel nostro modello operativo, la tutela dei diritti dei bambini quali utenti di servizi psicoterapeutici e psichiatrici infantili e/o del genitore quale cliente di servizi psichiatrici.


L'ARTE DI CURARE IL BAMBINO TUTTO INTERO

Processi di sviluppo, processo diagnostico e processo psicoterapeutico
nell’approccio gestaltico alla psicopatologia infantile

 

Ciò che muore oggi, non è la nozione di uomo, ma una nozione insulare dell’uomo, isolato dalla Natura e dalla propria natura. Ciò che deve morire è l’auto-idolatria dell’Uomo, che si ammira nell’immagine convenzionale della propria razionalità.
Edgar Morin


A partire dalla mia esperienza di ogni giorno e attraverso il ricorso ad esempi e casi clinici, il lavoro che presento mira a delineare i fondamenti teorici, gli assunti di base e i principali modelli di lavoro di quella parte della Terapia della Gestalt che, all’interno dei contesti operativi della salute mentale, si occupa di bambini (0-12 anni).  A tale scopo, vengono illustrate e discusse – oltre alle metodiche ed alle tecniche tipiche dell’approccio gestaltico al bambino - le principali fasi del processo psicoterapeutico infantile, nonché gli elevati livelli di specificità che, in ciascuna fase del processo, caratterizzano il “sapere”, il “saper essere” e il “saper fare” dello psicoterapeuta gestaltico infantile in un contesto – quello della Salute Mentale – che necessita, oggi più che mai - stando ai drammatici dati di esito presentati in apertura - di un deciso e ormai irrimandabile cambio di rotta. Specificità e differenze che – sia pure sembrano scavare distanze “tecniche” incolmabili tra il lavoro clinico con l’adulto e il lavoro clinico con il bambino – possono agilmente superarsi se e quando il Terapeuta della Gestalt accoglie e si predispone a superare antichi retaggi tecnici per acquisire ed integrare – prima o ben oltre le teorie e le tecniche – soprattutto nuove epistemologie, nuovi paradigmi scientifici ed attitudini relazionali, atteggiamenti esistenziali e mentalità di lavoro che sappiano e possano traghettarci “oltre l’individualismo” e la frammentazione, per ri-connettere la nostra pratica, oltre che alla cura del Sé, anche alla cura dell’Altro e del Mondo.
 

Arrabbiati e intimandogli il silenzio, gli adulti disapprovano

“Non puoi essere così impudente.
I vestiti dell’imperatore sono bellissimi
E solo che tu, stupido, non li vedi”
Il bambino è sbalordito, un intero mondo si sgretola.
“Come posso credere ai miei sensi?
Se vedo non mi amano?
Ho più bisogno del loro amore che della verità.
E’ dura da mandar giù ma imparo
la mia lezione sull’adattamento”
Potrebbe essere andata diversamente
(chi conosce le leggi delle favole?)
se permetto al bambino di gridare
“Il re, il re è nudo!”
E né disapprovazione, né rimprovero
reprimono le sue proteste.
Potrebbe smascherarli in quanto stupidi
che tollerano l’inganno.
Oh, vergognati, re caduto
ingannatore ingannato che inganna se stesso!!!

Fritz Perls