Raffaele Sperandeo, Nicole Nascivera
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Raffaele Sperandeo, Nicole Nascivera, Maria Luigia Fusco, Chiara Scognamiglio, Daniela Moriniello, Valeria Cioffi, Vittoria Silviana Iorio

PREMESSA

Fin dalla pubblicazione del DSM IIIR è parso evidente che i tratti caratteriali patologici IWC Replica Watches elencati nel criterio A per la diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità (DBP) proposta dal manuale dell'APA (attualmente alla 5 versione) sono disomogenei sotto il profilo clinico e psicopatologico. La diagnosi di DBP che ne deriva risulta essere una categoria nosografica artificiale, poco correlata ai fenomeni fisiopatologici e alle caratteristiche genetiche, poco stabile nel tempo e di scarsa utilità clinica.[1, 2]

Alcuni autori hanno proposto di ridurre attraverso delle analisi fattoriali l’eterogeneità clinica e psicopatologica del disturbo. Benché gli studi effettuati abbiano tutti individuato tre fattori sovradimensionali, non sono risultati concordi sui tratti psicopatologici che compongono questi fattori che inoltre, non hanno mostrato la stabilità e l’utilità clinica sperata. [3, 4]

I tratti patologici di personalità invece, presi singolarmente sembrano offrire un approccio adeguato alla eterogeneità intrinseca del disturbo. Essi hanno un maggior valore ecologico rispetto alla categoria diagnostica, godono di una maggiore stabilità nel tempo e sono i bersagli privilegiati e naturali dei trattamenti psicoterapici e farmacologici. Inoltre sono molto frequenti anche nelle popolazioni di pazienti psichiatrici che non hanno ricevuto la diagnosi di DBP. [5]

Negli ultimi anni è emerso con sempre maggiore evidenza, il legame esistente tra i tratti patologici del DBP e le varianti estreme delle dimensioni della personalità sana, così come è diventato chiaro il rapporto tra questi tratti e le esperienze dissociative e i deficit rilevati nelle funzioni esecutive espressione di un danno nelle aree frontali. [6, 7, 8]

METODI E RISULTATI

In un campione di 843 pazienti acceduti sequenzialmente ad un poliambulatorio privato di psichiatria e psicoterapia è stata valutata con la SCID II la frequenza dei tratti di personalità patologici del DBP e la loro correlazione con i fenomeni dissociativi rilevati con la Dissociative Experience Scales (DES), con le dimensioni del temperamento e del carattere del modello di eptafattoriale di Cloninger (TCI) e con le funzioni esecutive valutate con la Frontal Assessment Battery (FAB). [9, 10, 11]

I tratti borderline di personalità sono risultati presenti in 599 pazienti, di questi 154 tag heuer replica watches avevano tutti i criteri per la diagnosi di DBP. Il test di correlazione di Spearman ha mostrato una relazione statisticamente significativa (con un coefficiente di correlazione compreso tra rho = 0,30 e rho = 0,50) tra le dimensioni del temperamento e del carattere descritte dal TCI e i nove tratti patologici del BPD. Anche i tre fattori della DES (assorbimento immaginativo, amnesia dissociativa e depersonalizzazione/derealizzazione) sono risultati correlati con i tratti patologici del DBP. Infine i deficit delle funzioni esecutive sono risultati correlati con la tendenza a mettere in atto gesti autolesivi e con i sintomi psicotici sotto stress.

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CONCLUSIONI

I dati descritti mostrano che fenomeni fisiopatologici differenti pur con diverso peso potrebbero concorrere sinergicamente alla genesi dei tratti psicopatologici di personalità suddetti. Ciò qualifica e spiega gli elementi di eterogeneità e variabilità individuale tipici di questi disturbi.

Il fatto che i fenomeni fisiopatologici descritti (deficit frontali, valori estremi delle dimensioni della personalità normale e fenomeni dissociativi) siano costrutti sviluppati in modo indipendente dai disturbi di asse II conferisce un valore scientifico ad una dissezione psicopatologica basata su di essi.

Nella seconda fase dello studio, attualmente in corso, i dati saranno sottoposti ad analisi di regressione logistica per derivare un modello esplicativo delle relazioni emerse.

BIBLIOGRAFIA

1. American Psychiatric Association. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 5th Edition (DSM-V). Washington DC, American Psychiatric Press (2013).

2. Krueger, R. F., Skodol, A. E., Livesley, W. J., Shrout, P. E., Huang, Y.: Synthesizing dimensional and categorical approaches to personality disorders: refining the research agenda for DSM-V Axis II. International Journal of Methods in Psychiatric Research, 16(S1), S65-S73 (2007)

3. Livesley, W. J.: A framework for integrating dimensional and categorical classifications of personality disorder. Journal of Personality Disorders, 21(2), 199-224 (2007)

4. Cantone, D., Sperandeo, R., Maldonato, M.: A dimensional approach to personality disorders in a sample of juvenile offenders. Rev. Latinoam. Psicopat. Fund., 15(1), 42-57 (2012)

5. Rounsaville, B.J., Alarcon, R.D., Andrews, G., Jackson, J.S., Kendell, R.E., Kendler, K.: Basic nomenclature issues for DSM-V. In: Kupfer, D.J., First, M.B., Regier, D.E. (Eds), A research agenda for DSM- V, pp. 1-29, Washington, DC., American Psychiatric Association, (2002)

6. Meares, R., Gerull, F., Stevenson, J., Korner, A.: Is Self Disturbance the Core of Borderline Personality Disorder? An Outcome Study of Borderline Personality Factors. Aust N Z J Psychiatry, 45: 214- 222 (2011)

7. Berlin, H. A., Rolls, E. T., Iversen, S. D.: Borderline Personality Disorder, Impulsivity, and the Orbitofrontal Cortex. Am J Psychiatry, 162: 2360-2373 (2005)

8. Hart., S.: Brain, Attachment, Personality. An introduction to neuroaffective development. London, Karnac Book (2008)

9. First, M.B. Gibbon, M., Spitzer, R.L., Williams, J.B.W., & Benjamin, L.: User's guide for the Structured Clinical Interview for DSM-IV Axis II Personality Disorders (SCID-II). New York: Biometrics Research Department, New York State Psychiatric Institute (1996)

10. Dubois, B., Slachevsky, A., Litvan, I., Pillon, B.: A frontal assessment battery at bedside. Neurology, 55(11): 1621-1626 (2000)

11. Ross CA, Ellason JW, Anderson G. A factor analysis of the Dissociative Experiences Scale (DES) in dissociative identity disorder. Dissociation: Progress in the Dissociative Disorders 1995; 8: 229-35. 1996; 219: 39-46. 

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